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Che cos'è l'amianto

L'amianto è un minerale dalla lunga storia: vi spieghiamo che cos'è, quali sono le sue caratteristiche, qual è la sua storia

Amianto è una parola che deriva dalla lingua greca: il termine amiantos significa letteralmente "senza macchie", "puro", quindi anche "incorruttibile". È un minerale (anzi, a essere più precisi: un gruppo di minerali, perché non esiste un unico tipo di amianto) appartenente alla classe dei silicati, ovvero tutti quei minerali composti in prevalenza da ossigeno e silicio. Si presenta con aspetto fibroso, e proprio la struttura delle sue fibre lo rende particolarmente adatto a resistere al fuoco, tanto che questo minerale è noto anche con il termine "asbesto" (anch'esso deriva dal greco: significa "che non si spegne", "inestinguibile"). In Italia è noto anche come "Eternit" perché fu a lungo commercializzato nel nostro paese da un'azienda svizzera, la Schweizerische Eternitwerke AG, che aveva sede a Niederurnen, con il marchio "Eternit", brevettato dall'inventore austriaco Ludwig Hatschek per un materiale composto da cemento e amianto, che aveva deciso di ribattezzare "Eternit" per la sua capacità di durare a lungo. In Italia sono stati attivi a lungo diversi stabilimenti dell'azienda svizzera: l'ultima fabbrica di Eternit ha chiuso nel 1986 a Casale Monferrato.

L'amianto, chimicamente, è composto da fasci di fibre di dimensioni ridottissime: se prendessimo un microscopio per vedere da cosa è composto un millimetro di amianto, troveremmo in una porzione così piccola di questo minerale oltre trentamila fibrille (piccole fibre). Come accennato sopra, esistono sei tipi diversi di amianto:

  • Crisotilo (dal greco, "fibra d'oro"): è noto anche come "amianto bianco" e del gruppo degli amianti è il più estratto grazie anche alla sua abbondanza (solo in Italia, il 75% dell'amianto prodotto e anche il 75% di quello usato nell'edilizia, è amianto bianco o crisotilo);
  • Amosite (acronimo di "Asbestos Mines of South Africa", nome commerciale con cui veniva estratto): conosciuto anche come "amianto bruno", veniva usato soprattutto per le sue proprietà ignifughe e come materiale per coperture;
  • Crocidolite (dal greco, "fiocco di lana"): dotato di proprietà elastiche, è noto anche come "amianto blu";
  • Tremolite (dal nome del luogo in cui è stato scoperto, la val Tremola in Svizzera): è stata a lungo estratta in Europa per la produzione di amianto;
  • Antofillite (dal latino "antophyllum", "chiodo di garofano"): veniva estratto soprattutto in Finlandia e in Giappone dove esistevano diversi giacimenti;
  • Actinolite (dal greco, "raggio"): si presenta in cristalli a lamelle che ricordano dei raggi, da cui il nome che è stato attribuito a questo tipo di amianto alla fine del Settecento.

L'amianto presenta delle caratteristiche che per molto tempo (prima della scoperta della sua nocività) lo hanno reso un minerale particolarmente adatto a diversi tipi di utilizzo. Si tratta, intanto, di un minerale virtualmente indistruttibile: è infatti un materiale altamente flessibile, in grado di resistere agli acidi, alla trazione, agli agenti chimici, agli agenti biologici, e ovviamente al fuoco (è infatti non infiammabile). Proprio queste caratteristiche hanno fatto sì che l'edilizia facesse ampio utilizzo di amianto. Inoltre ha proprietà fonoassorbenti (è cioè in grado di assorbire il rumore) e termoisolanti (isola dal calore). E ancora, si lega facilmente a diversi polimeri rendendolo un materiale estremamente versatile. Infine, non trascurabile il costo contenuto e la resistenza all'usura, che hanno contribuito in modo determinante alla diffusione dell'amianto come materiale da costruzione. È stato infatti a lungo utilizzato come materiale per la realizzazione di coperture industriali, rivestimenti, tubature, serbatoi, pavimentazioni, pannelli isolanti. Ma non soltanto l'edilizia ha usato l'amianto: ha avuto infatti larga diffusione anche nell'industria dei trasporti (presente soprattutto nelle frizioni e nei freni di vetture, camion, treni e vari mezzi di trasporto) ed è stato impiegato spesso come materiale per la realizzazione di tessuti ignifughi, per esempio nei teatri e nei cinema.

L'estrazione di amianto prese il via oltre quattromila anni fa (è documentato che in certe zone della Lapponia venisse utilizzato l'amianto per rinforzare utensili da cucina come pentole e padelle): l'uso di questo minerale è documentato nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, e alcune fonti testimoniano che gli antichi persiani realizzassero vestiti in amianto per stupire i loro ospiti pulendo gli indumenti nel fuoco. Marco Polo, avendo visto un capo d'abbigliamento simile durante il suo viaggio verso la Cina, aveva descritto le proprietà dell'amianto, smentendo peraltro la diceria che voleva venisse ricavato dalla salamandra, ed era per questo noto anche come "lana di salamandra" (perché anticamente la salamandra era ritenuta un animale in grado di resistere al fuoco). Tuttavia, l'uso di amianto si diffuse in maniera capillare solo a partire dal XIX secolo, quando si riteneva che le proprietà fisiche dell'amianto fossero utili per diversi ambiti: come isolante dal rumore, come materiale resistente al fuoco, come isolante elettrico. Inoltre i bassi costi d'estrazione lo rendevano un minerale particolarmente appetibile all'industria mineraria. L'Italia ebbe un ruolo di leader nell'industria dell'amianto: si registrarono infatti nel nostro paese i primi tentativi moderni di produrre indumenti e carta dall'amianto. A metà dell'Ottocento si diffusero industrie un po' in tutti i paesi industrializzati (oltre che in Italia anche in Inghilterra, Germania e Canada, i maggiori produttori di amianto all'epoca). In Italia la produzione avveniva soprattutto nelle regioni alpine, guidate dal Piemonte: il maggior sito estrattivo in Italia era la miniera di Balangero, oggi ovviamente chiusa, e il boom dell'estrazione si ebbe tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta.

Anche se la scoperta degli effetti nocivi alla salute dell'amianto risalgono al 1899 (scopri perché l'amianto è pericoloso) e il primo decesso causato dall'amianto fu registrato nel 1906, le inchieste partirono solo negli anni Trenta (gli studi scientifici infatti si erano diffusi nel decennio precedente, nei paesi anglosassoni, e risale al 1924 il primo decesso descritto nella letteratura medica: si trattava di Nellie Kershaw, una lavoratrice di una fabbrica di amianto di Manchester) e le leggi sulla proibizione della lavorazione di amianto giunsero solo molto tempo dopo. In Italia, per esempio, la lavorazione, la produzione e la vendita dell'amianto sono state dichiarate illegali soltanto nel 1992. Da allora è stata poi emanata una severa normativa in materia di bonifica dell'amianto (clicca qui per sapere come viene svolta) e di tutela dei lavoratori dell'amianto.